top of page

Nonni e genitori: come costruire un'alleanza educativa (senza perdere la testa)

10 lug
Tempo di lettura: 12 min
nonni
"I bambini non hanno bisogno di adulti perfetti, ma di adulti capaci di rispettarsi anche quando sono diversi." -  Gordon Neufeld


👨‍👩‍👧 Caro Genitore,


Il legame tra nonni e nipoti è una relazione davvero unica, diversa da quella genitoriale perché caratterizzata da un affetto speciale e da un ruolo educativo più rilassato rispetto a quello di mamma e papà.

La presenza dei nonni è una risorsa importante nella crescita e nello sviluppo dei bambinə a livello emotivo, affettivo e relazionale. Soprattutto all'inizio, le figure dei nonni permettono di entrare in rapporto con gli altri instaurando relazioni soddisfacenti, con un senso di sicurezza che ha però una natura diversa rispetto a quella offerta dai genitori.


I nonni rappresentano anche una memoria storica familiare accessibile nel presente: sono un'ancora che porta le tradizioni del passato e crea un ponte con la nuova generazione: una finestra, uno spazio entro il quale guardarsi e raccontarsi.

In virtù di una responsabilità alleggerita, i nonni possono modificare il loro approccio nella crescita dei nipoti rispetto a quello che hanno avuto con i propri figliə.


È importante riflettere sul fatto che i nonni non rappresentano il primario sostegno educativo e psicologico dei bambinə: questo permette di alleggerire la loro relazione con i nipoti e di trasmettere valori e principi educativi senza che questi vengano vissuti dai bambinə stessə come totalizzanti.

Sta proprio nel ruolo del nonnə quello di non farsi carico delle responsabilità che invece spettano ai genitori. E questo li rende più permissivi, più tolleranti, più pazienti — anche in relazione al tempo, spesso minore, che trascorrono insieme.


La relazione nonni e genitori però è spesso complessa, fatta di limiti e regole labili e di stili educativi differenti in grado di incrinare anche rapporti solidi.


Ecco perchè insieme faremo una panoramica provando ad osservare la questione da tanti punti di vista e con strumenti pratici.




Se senti che quello di cui parlo ti interessa,

resta connessə: clicca qui e iscriviti alla mia

evolutionletter
la newsletter che esce tutti i venerdì mattina alle 7 (minuto più, minuto meno)








Le differenze educative: normali, ma da gestire


È quasi impossibile trovare una famiglia in cui nonni e genitori abbiano esattamente lo stesso approccio educativo. E in fondo, sarebbe strano il contrario: si tratta di generazioni diverse, cresciute in contesti diversi, con valori e strumenti pedagogici molto distanti da quelli di oggi.


I nonni sono stati spesso educati con stili più rigidi, più autoritari. A volte traportano lo stesso rigore nella relazione con i nipoti; altre volte, al contrario, compensano con una permissività quasi assoluta.

Entrambe le tendenze possono creare frizioni con i genitori.


La buona notizia è che le differenze educative, di per sé, non sono un problema: lo diventano solo quando trasformano le relazioni in un campo di battaglia.

L'obiettivo non è che tutti facciano le stesse cose nello stesso modo, ma che le differenze non minino la serenità dei bambinə né l'autorevolezza dei genitori.



Cosa si nasconde dietro le nostre reazioni


L'educazione che i nonni danno ai nostrə figliə potrebbe in qualche modo triggerarci su un tema di autorità.

I nonni che tendono a viziare di più i propri nipoti potrebbero avere degli atteggiamenti che sentiamo riconducibili al minare la nostra autorità: noi diciamo di no a qualcosa che invece loro concedono — per esempio un biscotto prima di cena — e questo suscita in noi una serie di possibili reazioni.

Sono frasi che suonerebbero più o meno così:

  • "Non rispetti la decisione o il metodo educativo che io porto avanti",

  • "Non rispetti le regole che io metto",

  • "In qualche modo stai dicendo che quello che faccio non va bene, mi scavalchi e mi fai passare ancora per il bambinə piccolo, quando in realtà sono il nuovo genitore."


Si tratta del bisogno di essere riconosciuti come genitori, di vedere rispettate le nostre scelte, di non sentirsi scavalcati o sminuiti nel nostro ruolo.


Queste reazioni che proviamo non parlano tanto dell'educazione in sé, quanto quindi di una serie di ruoli, confini e riconoscimenti che ci aspettiamo di aver ottenuto o guadagnato ma che ci sembrano sfumare via.


Allo stesso modo, quando un nonno o una nonna usa un linguaggio troppo duro, si comprorta in maniera eccessivamente rigida o ignora le emozioni del bambinə, quello che proviamo non è solo preoccupazione per il piccolə, ma anche la frustrazione di non sentirsi ascoltati in quanto adulti che hanno fatto delle scelte consapevoli.



Nonni presenti ogni giorno o saltuari: una differenza importante


Una distinzione molto importante da considerare legata alle azioni e intenzioni che si hanno con i nonni, specie se ci sono incompatibilità più o meno leggere, è fare delle valutazioni considerando il tempo che questi trascorrono coi nostrə bambinə: in pratica, molte delle nostre scelte dipenderanno in larga misura da se i nonni sono coinvolti quotidianamente nella vita dei bambinə oppure in modo più saltuario.


Se si tratta di nonni che si occupano dei bambinə con una certa regolarità, potrebbe essere utile dedicare un momento di incontro e condivisione strutturato rispetto alle indicazioni e buone norme che come famiglia e come genitori si è deciso di portare avanti.

Dare per scontato che i nonni si comporteranno come noi ci aspettiamo rischia di portare incomprensioni, vale quindi la pena dedicarsi uno spazio iniziale e magari appuntamenti ripetuti nel tempo per continuare ad allinearsi.


Quando invece i nonni sono più irregolari all'interno della vita familiare — ci si vede solo un tot alla settimana, abitano lontano, frequentano i bambinə in modo più sporadico — allora organizzare una discussione strutturata sull'educazione potrebbe essere inutile. Avrebbe più senso gestire la situazione man mano che si presenta: se ci sono discordanze o situazioni che non convincono, è meglio parlarne in quel preciso momento.



Tollerabile vs. non negoziabile: fare chiarezza


Va compreso che i nonni non possono e non potranno mai educare esattamente nel modo in cui vorrebbero i genitori. Ma questo in realtà può essere un vantaggio nella vita di un bambinə, perché gli permette di sperimentare relazioni diverse con adulti diversi, e di comprendere che ci sono situazioni, momenti e persone con cui si può avere un certo tipo di atteggiamento piuttosto che un altro, con cui ci sono certe regole piuttosto che altre.

Questo amplia il ventaglio delle sue capacità relazionali — un po' come avviene con le regole dell'asilo o della scuola rispetto a quelle di casa.


È importante quindi distinguere tra: differenze tollerabile e comportamenti che vanno contro i valori fondamentali della famiglia.


PARTE PRATICA

Un esercizio utile è quello di creare fisicamente due colonne su un foglio — azioni e comportamenti tollerabili e azioni e comportamenti non tollerabili — per avere le idee chiare su cosa è davvero importante e cosa invece può essere lasciato a discrezione dei nonni.


Tra le differenze tollerabili potrebbero rientrare tutti quei "vizi" che i nonni concedono ai propri nipoti. Si tratta di situazioni che non compromettono la crescita e lo sviluppo armonico del bambinə, come ad esempio:

  • Regole più labili e confini meno marcati, come orari del pomeriggio più flessibili o meno rigidità sui tempi dei pasti

  • Più disponibilità al gioco e all'intrattenimento, anche per ore più lunghe del solito

  • Qualche merenda più sfiziosə rispetto a quelle di casa — un dolcetto, una merendina, un gelato

  • Acquisti meno ponderati: un giochino comprato al volo, un libro, una piccola sorpresa

  • Qualche ora in più di televisione rispetto a quanto concesso a casa

  • Più tempo al parco o all'aria aperta, anche oltre gli orari abituali

  • Una maggiore tolleranza verso le richieste del bambinə, come restare alzatə un po' più tardi o saltare il pisolino


N.B. Ovviamente non esiste un elenco universale: quello che per una famiglia è assolutamente tollerabile, per un'altra potrebbe non esserlo. Ogni famiglia è unica, e la valutazione spetta sempre e solo a chi quella famiglia la vive ogni giorno.


Nella colonna del non tollerabile dovrebbero rientrano invece tutti quei comportamenti che riguardano lo stile educativo e i valori fondamentali e il benessere del bambinə. Alcuni esempi:

  • Umiliazioni, minacce e ricatti, anche se presentati come "scherzi" — ad esempio "se non mangi non ti voglio più bene" o "smettila o chiamo il lupo"

  • Violenza fisica e verbale di qualsiasi tipo, inclusi schiaffi, sculacciate o umiliazioni

  • Prendere in giro il bambinə, sminuire le sue emozioni o ridicolizzare le sue reazioni — frasi come "non fare la femminuccia" o "piangi sempre per niente"

  • Obbligarlə a mostrare affetto fisico che non sente, come baciare o abbracciare

  • Screditare i genitori davanti al bambinə, mettendo uno contro l'altro — ad esempio "la mamma è troppo severa" o "papà non capisce niente"

  • Ignorare indicazioni importanti sulla salute, come allergie, intolleranze o routine mediche

  • Ignorare indicazioni legate alla sicurezza fisica del bambinə, sia in casa che fuori



Come parlare coi nonni: il metodo NEOS


PARTE PRATICA

Il momento in cui affrontare queste conversazioni è fondamentale: ti consiglio di scegliere uno spazio tranquillo, mai davanti al bambinə (tranne in caso di pericolo immediato), e preferibilmente non nel mezzo di una situazione tesa.


Un approccio molto utile potrebbe rivelarsi il metodo NEOS:


N — Nomina il problema in modo chiaro e oggettivo, senza accusare, partendo da ciò che notiamo: "Ho notato che offri sempre un dolce prima di cena."


E — Esprimi le emozioni che quella situazione ti suscita, senza dare la colpa all'altro: "Facendo così mi sento in difficoltà, perché poi a cena non finisce il pasto."


O — Offri un confronto, chiedendo all'altro se si è mai accorto di quella cosa e cercando di capire qual è l'intenzione che lo muove: "Ti sei mai accorto di questa cosa? C'è un motivo per cui lo fai?"


S — Suggerisci una soluzione concreta e ragionevole: "Che ne pensi se il dolce venisse proposto solo prima delle 17:30? O magari, se è passata l'ora, qualcosa di piccolo, come un cioccolatino fondente?"


Questo approccio permette di affrontare il problema senza che l'altro si senta attaccato, aprendo uno spazio di dialogo genuino invece di uno scontro.


N.B. Puoi usare il Metodo Neos con chiunque e in qualunque contesto. Ne ho parlato anche qui: Metodo Neos


Ecco altri esempi:


Esempio 1 — L'uso della TV

"Nonnə, ho notato che quando Giulia è da te guarda la televisione per due o tre ore di fila. Questo mi mette un po' in difficoltà, perché a casa abbiamo deciso di limitare lo schermo a un'ora al giorno, e poi la sera fatica ad addormentarsi. Ti sei mai accortə di quanto tempo passa davanti alla tv? Che ne pensi se vi comprassi un gioco da tavolo o delle carte per il dopo pranzo e tenessimo la tv solo per un'ora?"


Esempio 2 — I giochi continui

"Nonnə, ho notato che ogni volta che Matteo viene da te torna a casa con un giochino nuovo. Capisco che sia un modo per volergli bene, e lui ovviamente è felicissimo — ma questo mi mette in difficoltà, perché stiamo cercando di insegnargli che le cose non si ottengono sempre e subito, e che hanno un valore. Ti sei mai accortə di quanto spesso succede? Che ne pensi se invece il giochino diventasse un'abitudine speciale — magari una volta al mese — e nel frattempo lo "viziaste" in altri modi, come portandolo al parco o cucinando insieme qualcosa che gli piace?"


Esempio 3 — Le sculacciate

"Nonnə, ho notato che quando Marco fa i capricci a volte ricorri alla sculacciata per fermarlo. So che è un metodo che hai usato anche con me e che per te funzionava, e forse credi che funzioni anche oggi però questo per me è un punto su cui non riesco a essere flessibile: abbiamo deciso di non usare la punizione fisica con lui, perché vogliamo che impari a gestire la frustrazione in modo diverso. Ti sei mai accortə di come reagisce dopo? Che ne pensi se la prossima volta che va in crisi provassi un'altra strada — ad esempio portarlo in un ambiente tranquillo o dargli un limite verbale chiaro?"


Esempio 4 — Le frasi che sminuiscono le emozioni

"Nonnə, ho notato che quando Sofia piange o si arrabbia a volte le dici cose come 'smettila' o 'non c'è niente da piangere'. So che probabilmente è un modo per aiutarla a calmarsi, e capisco che certe espressioni vengono naturali. Però questo mi mette in difficoltà, perché stiamo lavorando molto per farle capire che le sue emozioni sono valide e che può esprimerle senza vergogna. Ti sei mai accortə di come si chiude quando le viene detto così? Che ne pensi se la prossima volta provassi semplicemente a dirle 'capisco che sei arrabbiata/triste/delusa' e aspettassi accanto a lei che si calmi?"



Il triangolo nonnə-genitore-bambinə


Una dinamica da evitare con cura è quella in cui il bambinə si trovi intrappolato tra due adulti che la pensano diversamente.

Frasi come "la mamma è troppo severa" o "la nonna ti vizia sempre" mettono il bambinə nella posizione impossibile di dover scegliere tra figure che ama. Nella migliore delle ipotesi, imparerà a sfruttare la situazione; nella peggiore, si sentirà in colpa per qualunque scelta faccia.


Una strategia semplice e molto efficace è chiedere ai nonni di consultarsi sempre prima di proporre al bambinə qualcosa che potrebbe creare conflitto evitando di farlo davanti a lui. Questo evita il classico "chiedi alla mamma se puoi..." che, anche se meglio di una decisione unilaterale, mette comunque il genitore nella posizione del "cattivo".



Il riconoscimento: uno strumento sottovalutato


Dietro alcune resistenze o determinati comportamenti dei nonni potrebbe esserci anche qualcosa di non detto: il timore di sentirsi messi da parte, di non poter partecipare alla vita dei nipoti come desiderano, di essere dimenticati.

È una paura comprensibile, soprattutto in un periodo della vita in cui il proprio ruolo all'interno della famiglia sta cambiando, e in cui i nuovi metodi educativi possono far sentire i nonni inadeguati o sorpassati rispetto a come hanno cresciuto i propri figliə.


Per questo motivo, oltre a comprendere il perché di certe azioni, è importante ricordarsi di riconoscere l'impegno, il tempo, la dedizione — e magari anche il supporto economico — che i nonni offrono. Farlo spesso e possibilmente farlo davanti al bambinə.


Non un grazie generico, ma frasi specifiche e sincere, che facciano sentire il nonnə davvero vistə e valorizzatə.

Ad esempio:

  • "Grazie mille per oggi, per esserti fermatə - avevo quell'impegno lavorativo e sei statə preziosissimə"

  • "Si vede quanto bene vuoi a Giulia, e lei ne vuole a te — parla sempre di te quando tornano a casa"

  • "Non so come faremmo senza di te, davvero. Ci dai un aiuto enorme"

  • "Hai passato tutto il pomeriggio con loro — dev'essere statə una giornata intensa, grazie"


Frasi come queste abbassano le difese, fanno sentire i nonni valorizzati nel loro ruolo e — quasi sempre — li rendono molto più collaborativi e aperti alle richieste dei genitori. Il riconoscimento non deve diventare una strategia manipolativa, ma una verità detta ad alta voce.



Quando i confini non vengono rispettati


Eccoci arrivati infine al tasto dolente: cosa fare se i tentativi di dialogo e le richieste continuano a essere ignorate?

In questo caso è necessario agire in modo concreto, perchè essere rispettosi non significa rinunciare ai propri limiti.


Se una richiesta viene ignorata ripetutamente, è importante ripristinare il confine in modo concreto. Questo potrebbe voler dire riorganizzare un momento familiare in cui vengono rimarcate alcune cose, portando esempi pratici e cercando di restare il più possibile su quelli.


Esempio 1

Avete già parlato del fatto che preferite che i bambinə non mangino dolci prima dei pasti, ma ogni volta che tornano dalla nonnə hanno già mangiato qualcosa di zuccherato e a cena non toccano il piatto. Potreste riprendere il discorso così: "Volevamo ritornare su una cosa di cui avevamo già parlato, perché continuiamo a notarla. Ieri sera Chiara non ha mangiato quasi niente a cena, e abbiamo capito che nel pomeriggio aveva già mangiato una fetta di torta e dei biscotti. Non vogliamo togliervi il piacere di coccolarla con qualcosa di buono — però potreste spostarli dopo pranzo invece che nel tardo pomeriggio? In questo modo avrebbe il tempo di smaltire prima di cena."


Esempio 2

Avete già detto chiaramente che volete che Pietro indossi sempre il casco quando va in bici, ma continuate a scoprire che quando è con i nonni escono senza. Potreste affrontarlo così: "Volevamo riprendere il discorso sul casco, perché Pietro ci ha detto che l'altra volta non lo aveva con sé. Sappiamo che magari sembra una cosa di poco conto per un giretto vicino a casa ma per noi è un punto fermo, non solo per una questione di regole ma proprio di sicurezza. Potreste tenerne uno in casa vostra, così non ci sia mai il problema di dimenticarlo?"



Se anche questo non dovesse funzionare, avendo capito attraverso il metodo NEOS perché i confini continuano a essere superati, potrebbe essere necessario:


Ridurre i momenti in cui il bambinə è solo con i nonni, anche temporaneamente

  • I nonni accudiscono il bambinə due pomeriggi a settimana invece di cinque, e gli altri tre si chiede ad una babysitter

  • Nei weekend il bambinə va dai nonni solo il sabato mattina invece che l'intero fine settimana


Affiancare i nonni con un'altra figura

  • Una babysitter gestisce la routine della nanna, mentre i nonni si occupano del dopocena e del gioco

  • Un altro familiare è presente durante il momento in cui emergono le maggiori tensioni (nanna, pranzo e cena, transizioni)



Riservare ai nonni i momenti meno critici

  • I nonni fanno il tragitto scuola-casa e il pomeriggio al parco, mentre la babysitter gestisce cena e messa a letto

  • I nonni si occupano di attività libere, gioco, uscite, mentre i momenti strutturati restano ai genitori

  • I nonni vengono coinvolti nelle occasioni speciali — gite, compleanni, weekend — piuttosto che nella routine quotidiana


Non si tratta ovviamente di una punizione, ma di una scelta di responsabilità genitoriale. L'obiettivo non è allontanare i nonni, ma trovare un equilibrio che protegga il benessere del bambinə e rispetti i valori della famiglia.


Prima di salutarci...


Siamo arrivati alla fine, Caro Genitore, e come avrai capito, i bambinə crescono, si sviluppano e prosperano anche e soprattutto quando gli adulti intorno a ləi non sono tutti uguali tra loro. Quando il loro modo di relazionarsi è diverso, quando diventano punti di riferimento differenti, quando le loro differenze si rispettano reciprocamente.


L'obiettivo non è quindi che il bambinə sia costantemente con educatori identici ma che sia e si senta al sicuro con tutte queste figure.


A presto.

Silvia



 
 
 

Commenti


bottom of page