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A Che Punto della Piramide 📐si Trova Tuә Figliә?

19 dic 2025

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“Non esiste un bambino difficile, esiste un bambino che vive una difficoltà.” - Alfred Adler


👨‍👩‍👧 Caro Genitore,



Siamo ormai a ridosso della chiusura degli asili e delle scuole. E come quasi tutti, immagino che anche tu ti stia chiedendo come sopravvivrai a questi quasi 20 giorni di: cambi di routine, cene con parenti e amici, corse all’ultimo minuto, attività da inventare per intrattenere, e quei famosi momenti di relax… da ritagliare tra un impegno e l’altro.


Parto da tutte queste premesse per dirti che sei in buona compagnia e per ricordarti che, anche se pianifichiamo, sistemiamo, ottimizziamo è molto probabile che durante le vacanze qualcosa “salti”.


E così, può succedere che, all’improvviso, il comportamento di nostrә figliә ci sembri esagerato, sproporzionato, incomprensibile.


Urla per una sciocchezza.

Opposizione a qualsiasi proposta.

Irritazione.

La non collaborazione proprio quando avremmo più bisogno che lo facesse.


[Si, hai ragione, questo succede anche senza le vacanze di natale, ma i prossimi giorni potrebbero essere come un bootcamp a livello avanzato. Are you ready?]



Oggi voglio lasciarti uno strumento utile per attraversare i prossimi giorni… ma che, se vuoi, può accompagnarti per tutto il resto dell’anno 😉


Lo farò partendo dalla lettura dei comportamenti dei nostrә bambinә, perché, me lo avrai sentito dire migliaia di volte, quei comportamenti che ci mettono in difficoltà non sono mai casuali: sono sempre la punta dell’iceberg di un bisogno non visto, non espresso, non ancora soddisfatto.


👉 Per orientarci useremo come bussola la Piramide dei bisogni di Maslow (nello specifico la mia versione adattata per le persone sotto il metro e trenta).


piramide di maslow
Piramide dei Bisogni dei Bambinə


Perché usare la Piramide di Maslow?


I bambinә non hanno (ancora) le parole per spiegare cosa succede dentro di loro. Ma hanno comportamenti molto chiari.


La piramide ci aiuta (anche visivamente) a ricordare che:

🔹prima di intervenire è necessario capire quale sia il reale bisogno: se un bambinә è stancә, affamatә o spaventatә, non è il momento dell’educazione emotiva, né della lezione di vita. E allo stesso modo, se ha bisogno di sentirsi capace, non sarà con un cioccolatino, né con una distrazione veloce che potremo davvero aiutarlә.





Aggiornamento del 11/01/2026:


Nel corso degli ultimi anni ci sono stati degli aggiornamenti (e anche qualche critica) a questo strumento.


Ecco i principali:


  • Gerarchia Flessibile: non è sempre necessario soddisfare un livello prima di passare al successivo;


  • Soggettività: Il modo in cui si percepiscono i bisogni è personale, soggettivo e spesso poco consapevole;


  • Contesto: Il modello sembra riferito al mondo occidentale e al suo egocentrismo;


  • Influenze Esterne: Eventi globali come la pandemia hanno generato dimostrato una "regressione" generale verso i bisogni di sicurezza, mettendo in pausa l'autorealizzazione;


  • Motivazioni Molteplici: spesso non è un singolo bisogno a muovere un comportamento


  • Aggiunte: Bisogno di Trascendenza, cioè la necessità superare il proprio io e di connettersi a qualcosa di più grande (umanità, universo).




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La Piramide dei Bisogni, tradotta nella vita quotidiana


Forse è la prima volta che senti parlare di questa piramide. Forse l’hai già sentita nominare, vista di sfuggita o studiata.

In ogni caso, oggi non voglio fare teoria. Non voglio spiegarti un modello. E nemmeno “insegnarti” qualcosa.


Quello che voglio fare è offrirti una lettura molto pratica: una chiave per riconoscere come i bisogni si manifestano nella vita reale e soprattutto su cosa concentrarti davvero per soddisfarli.




1️⃣ Bisogni fisiologici – “Cosa sento nel mio corpo?”


Sonno e riposo, cibo, acqua, movimento, andare in bagno, comfort corporeo (freddo/caldo, vestiti comodi) e regolazione sensoriale rispetto a rumori, luci e stimoli.

Questo è il livello più basso e molto spesso sottovalutato. Eppure è quello che influenza tutto il resto.

Quando questo bisogno non è soddisfatto, ogni richiesta diventa più faticosa. È come provare a costruire una casa senza fondamenta: puoi aggiungere regole, spiegazioni e buone intenzioni, ma alla prima scossa tutto inizierà a traballare.


Frasi che potresti sentire:

  • “Ho fame!” (anche mezz’ora dopo aver mangiato)

  • “Uffa”

  • “Mi fa male la pancia”

  • “Non voglio andare”

  • “Basta!”

  • "No!"


Atteggiamenti e comportamenti:

  • Scatti di rabbia improvvisi

  • Pianti frequenti

  • Zero tolleranza alla frustrazione

  • Iperattività o, al contrario, apatia

  • Difficoltà a collaborare


Cosa dire o fare come genitore:

  • Fai un piccolo check - chiederti: ha dormito? ha mangiato? ha bisogno di muoversi? c'è confusione?

  • Ridurre richieste e aspettative - comprendere che in quel momento il bambinə non è che non ha voglia di collaborare, ma non ne ha le risorse

  • Posticipare discussioni e limiti educativi - quando il corpo è in difficoltà, il cervello è temporaneamente disconnesso e non può apprendere nulla

  • Usare frasi come: “Adesso ci prendiamo cura del corpo: forse la tua pancina vuole dirci qualcosa”, "Proviamo a togliere la felpa", “Andiamo in un posto tranquillo."




2️⃣ Sicurezza – “Posso rilassarmi o devo difendermi?”


Al secondo livello c'è la sicurezza che riguarda non tanto il “non farsi male” o lo “stare attentə”, ma è soprattutto una condizione emotiva e relazionale.

E' sapere che c’è un adulto prevedibile, che tiene il filo anche quando le cose cambiano, che resta presente anche davanti alle emozioni intense. Un bambinə si sente al sicurə quando sa cosa aspettarsi, quando percepisce che le sue reazioni non spaventano l’adulto e che il legame non è in discussione.


Frasi che potresti sentire:

  • “Ho paura”

  • “E se poi succede…?”

  • “Resta con me”

  • “Non voglio dormire da solə”

  • “Non voglio andare”


Atteggiamenti e comportamenti:

  • Bisogno di controllo

  • Difficoltà nei cambiamenti

  • Ansia anticipatoria

  • Rabbia come forma di difesa

  • Attaccamento intenso


Cosa dire o fare come genitore:

  • Anticipare cosa succederà - prepara tuə figliə il più possibile con dettagli e ancore visive o con sequenze di azioni 

  • Offrire presenza - stai accanto, sostieni il contatto visivo con uno sguardo morbido e accogliente anche in piena crisi

  • Mantenere routine flessibili - meno è meglio e quello che c'è deve essere prevedibile

  • Dire: “Ci sono”, "Sono qui con te", “Anche se hai paura, non sei solə”, “Ti accompagno io”




3️⃣ Appartenenza e amore – “Sono visto? Sono importante?”


In questo livello, il bambinə non chiede attenzione, non sta cercando di disturbare né di “prendere spazio”, ma è alla ricerca di connessione. È come se ci dicesse: "fammi capire che conto per te, anche quando non sto facendo nulla di speciale"


Frasi che potresti sentire:

  • “Giochi con me?”

  • “Mamma/Papà guarda!! Dai guardami”

  • “Mi vuoi bene?”

  • "Non lo fai mai con me"

  • “Ma io voglio stare con te!”


Atteggiamenti e comportamenti:

  • Provocazioni

  • Gelosia

  • Regressioni (fare cose “da più piccolo”)

  • Ricerca costante dello sguardo dell’adulto


Cosa dire o fare come genitore:

  • Offrire tempo - proponiti di fare qualcosa insieme

  • Usare il contatto -  usa tocchi delicati o abbracci e presta attenzione a ciò che che ti sta chiedendo (nb. non a tuttə piace essere toccatə durante una crisi - valuta sulla base di come reagisce tuə figliə)

  • Puoi dire: “Eccomi!”, "Dai spiegami", "Facciamo questa cosa insieme?", “Sono qui tuttə per te”




4️⃣ Autostima – “Valgo anche quando sbaglio?”


Arrivati a questo livello l'asticella si alza. Qui il bambinə costruisce l’immagine di sé, cioè l’idea profonda di chi è e del suo valore.

Non riguarda solo il riuscire o meno in qualcosa, ma come si sente quando prova, quando sbaglia, quando viene confrontatə con gli altrə. In questa fase il bambinə ha bisogno di sentirsi competente senza dover essere perfetto, sostenuto e riconosciuto per l'impegno più che per il risultato. 


Frasi che potresti sentire:

  • “Non sono capace”

  • “Non ci riesco”

  • “Non voglio riprovare”

  • “È troppo difficile”


Atteggiamenti e comportamenti:

  • Evitamento

  • Perfezionismo

  • Rabbia quando perde

  • Lacrime di sconforto

  • Confronto costante con gli altri


Cosa dire o fare come genitore:

  • Valorizzare il processo - aiutalo a vedere l'impegno e a riconoscersi in cosa si sente soddisfattə 

  • Normalizzare l’errore - mostra che anche se ci sono delle conseguenze o se ha sbagliato qualcosa può rimediare

  • Evitare confronti - riporta sempre il focus su di ləi

  • Usare frasi come: “Dai che ci riproviamo”, “Imparare richiede tempo e tanto allenamento”, "Come potresti sistemare questa cosa?", “Ok, non ti è venuto come volevi, ma di cosa sei comunque soddisfattə?”




5️⃣ Autorealizzazione – “Posso essere me stessə?”


La cima del mondo: qui si esplora, si sceglie, si crea. È il livello in cui nasce il desiderio di autonomia, di iniziativa personale, di fare esperienza del mondo con le proprie mani e le proprie idee. Non è ribellione, ma spinta evolutiva: il bisogno di sentire che c’è spazio per essere sé stessə, anche quando questo significa fare in modo diverso da come farebbe l’adulto. 


Frasi che potresti sentire:

  • “Voglio fare da solə”

  • “Ho un’idea”

  • “Posso provare?”

  • “Perché devo farlo così?”


Atteggiamenti e comportamenti:

  • Forte bisogno di autonomia

  • Creatività

  • Discussione delle regole

  • Iniziativa personale


Cosa dire o fare come genitore:

  • Offrire scelte possibili - dai delle opzioni in base all'età

  • Accogliere strade diverse dalle nostre - se non è una situazione pericolosa per se o per altri, lascia che sperimenti 

  • Dire: “Mi fido di te”, "Proviamo come dici tu", "Tu come lo faresti? E' un'ottima idea!", "Ti senti sicurə a fare questa cosa?"






Prima di salutarci...


Siamo arrivati alla fine, Caro Genitore, e come avrai capito, non esiste la crisi fine a se stessa.

Per questo è importante comprendere qual è il messaggio che c'è dietro e lavorare su quello piuttosto che sul comportamento.




A presto.

Silvia.



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